lunedì 20 aprile 2015

Resoconto dell'escursione ex ferrovia Spoleto-Norcia

Ciao a tutti,
sabato 11 aprile abbiamo fatto l’ escursione a l’ ex ferrovia Spoleto-Norcia.
La giornata è stata intensa interessante e gratificante. Arrivati a Spoleto abbiamo deciso di non fare il tragitto stabilito, pertanto siamo saliti su al castello di Spoleto e abbiamo percorso il sentiero degli acquedotti, ci siamo nutriti di panorami mozzafiato e accumulato un buona dose di acido lattico.
Terminato il sentiero degli acquedotti ci siamo ritrovati nella  campagna che circonda Spoleto alla ricerca del percorso del’ ex ferrovia.
Dopo non ostante aver chiesto varie volte indicazioni e aver scalato sentieri guadato un torrente abbiamo raggiunto l’obiettivo ( il percorso del’ EX FERROVIA SPOLETO NORCIA ).  Siamo entrati nel percorso al ottavo km circa dopo qualche centinaia di mt abbiamo affrontato la galleria Caprareccia lunga circa 2 km , al’ interno c’è una sorgente di acqua calcarea potabile, le gallerie necessitano di luci potenti per procedere in sicurezza, e un K way per la pioggerella che si può incontrare e per la temperatura.
Usciti dalla mitica Caprareccia abbiamo proseguito verso Santa Anatolia, 10 km di discesa con sette otto gallerie elicoidali con scorci notevoli sulla media Valnerina, oltre al magnifico panorama si rimane in ammirazione di fronte  al lavoro ingegnoso fatto da operai e tecnici dei primi anni del 900.
A Santa Anatolia abbiamo mangiato  e dopo una breve sosta abbiamo ripreso la strada del ritorno, questa volta senza varianti e abbiamo percorso anche gli ultimi km che avevamo saltato al’ inizio, il panorama eccezionale.
L’escursione è stupenda e se ci sono amici della ciclofficina interessati si può ripetere, i km Spoleto Santa Anatolia 40 totali ma è imminente l’ apertura di un altro tratto del percorso, e si può organizzare una grigliata in un posticino molto goloso a Santa Anatolia.
Tutte le proposte di escursioni gite iniziative in bici  saranno supportate dalla ciclofficina.
Buone pedalate a tutti  
Ora le foto:




































sabato 10 gennaio 2015

Petizione per agevolare il trasporto di bicicletta sui treni

In Italia c'è ancora molto da fare per mettere in pratica parole come intermodalità o sostebilità in ambito trasporti.

E' crescente il numero di pendolari che utilizzano la bici ed il treno quotidianamente ed è ormai condivisa nella società la necessità di favorire pratiche virtuose che hanno effetti benefici sull'ambiente, la mobilità, la salute.

In alcune Regioni trasportare la bici sul treno ha un costo annuo di circa 1.000 €, perché non è ancora possibile usufruire di un abbonamento mensile o annuale.

In Emilia Romagna l'abbonamento annuale a 122 € - nato da un accordo tra FIAB e Trenitalia - è stato di recente annullato.

In Lombardia l'abbonamento c'è e costa 60 €.

La sensazione è che i pendolari siano appesi al sottile filo di accordi stretti a macchia di leopardo a livello locale.

Accordi che possono essere annullati in ogni momento.

La Federazione Europea dei Ciclisti (ECF) ha calcolato che nel periodo 2014-2020 sono disponibili per gli stati circa 6 miliardi di euro per finanziare progetti di ciclabilità. Ad oggi si contano progetti per un ammontare pari a poco più di 2 miliardi, di cui l'Italia detiene solo il 4%, quindi non è una questione di mancanza di fondi (che ci sono e non sono utilizzati oppure vengono richiesti e spesi in altre grandi opere meno sostenibili) ma di mancanza di progetti per utilizzare questi fondi.

Chiediamo a Trenitalia di rendere omogenea a livello nazionale la possibilità di acquistare abbonamenti mensili ed annuali per il trasporto bici





Vi preghiamo di firmare questa petizione, cliccando sul seguente link:
https://www.change.org/p/trenitalia-spa-abbonamento-bici-treno-nazionale?recruiter=10821321&utm_source=share_petition&utm_medium=facebook&utm_campaign=share_facebook_responsive&utm_term=des-lg-no_src-no_msg&utm_content=rp_petition_fb_share_desc%3Acontrol

sabato 15 novembre 2014

Il sogno del Tevere ciclabile: 2° sopralluogo

Il secondo sopralluogo sulla possibile via ciclabile lungo il Tevere verso il mare, è iniziato dove era finito quello precedente, ovvero tra il quartiere dei Monti di San Paolo e Centro Giano.

Qui nel dettaglio la parte del tragitto che abbiamo percorso


Qui l'argine del Tevere risultava totalmente ricoperto da vegetazione, quindi l'unica alternativa possibile era quella di passare per i campi appena arati


Sulla sinistra si vede il Monte Cugno, dove sorgeva l'antico insediamento latino di Ficana, abitato fin dal secondo millennio a.c. Noi puntiamo dritti, verso quel caseggiato che si vede in foto, da quel punto parte una strada sterrata tra i campi



Da questa foto, fatta alle nostre spalle, si vede l'argine del Tevere che confluisce sul Monte Cugno

Proviamo a salire sul pendio del Monte Cugno, senza bici

Qui c'è una presenza di sentiero tra la vegetazione



La vista dai pendii del Monte Cugno verso gli edifici dall'altra parte del Tevere

Siamo arrivati dietro al caseggiato da dove inizia la strada sterrata

Ancora la vista sui campi che costeggiano il Tevere dal Monte Cugno

C'è una presenza massiccia di uccelli, riconosciamo alcuni Aironi Cenerini, gazzette e un rapace

Decidiamo di tornare indietro, scendiamo sui campi e arriviamo finalmente al caseggiato 


Nella cartina qui sotto, la parte dell'argine e dei pendii del Monte Cugno che non sono attualmente percorribili per la vegetazione è evidenziata dai pallini rossi. In tutto sono circa 500/600 metri e pensiamo che non sia così difficile aprire un varco per transitare comodamente a piedi e in bici

Questo è l'inizio della strada tra il Monte Cugno e i campi coltivati

Uno sguardo dietro al percorso fatto

La strada lascia i pendii del Monte Cugno e taglia centralmente i campi

Poco dopo, troviamo una deviazione: a destra si va verso il Tevere mentre a sinistra verso l'intero (più o meno ci troviamo tra i quartieri di San Francesco e Dragoncello)

Scegliamo di andare verso il corso del Tevere, ma la strada muore tra il Tevere ed i campi coltivati

Torniamo quindi dietro e prendiamo la strada che va verso l'interno


Si va verso un'altra collina

Si inizia a salire


Qui si apre la vista sul Tevere



La strada punta su una via sterrata contornata da pini marittimi

Arriviamo su questa strada e svoltiamo verso il Tevere

Incontriamo alcuni casali agricoli 

Entriamo dentro questo piccolo borghetto agricolo in disuso



Puntiamo verso la nostra direzione, ormai siamo all'altezza del quartiere di Dragoncello

Non ci sono segni evidenti di strade sterrate o sentieri e in lontananza, nella direzione dove dovremmo andare ci sono delle baracche e roulotte abitate, con immondizia varia annessa.

Ritorniamo verso il borgo e percorriamo la strada alberata a ritroso verso Dragoncello, sulla sinistra notiamo altri casali agricoli

Alla fine della strada sterrata, prima di arrivare sull'asfalto c'è un cancello chiuso a chiave, ma esiste un passaggio laterale per chi va in bici o a piedi

Qui la traccia GPS del percorso fatto: http://www.fuggire.it/t/tevere2.zip

Considerazioni finali. Il percorso fatto fino a qui si è rilevato molto interessante dal punto di vista naturalistico, con la presenza di molte specie di uccelli. Anche dal punto di vista paesaggistico ci sono scorci suggestivi.
Dal punto che abbiamo lasciato fino ad arrivare alla strada sterrata a ridosso del Tevere, che dovrebbe essere continua fino ad Ostia Antica c'è circa un km in linea d'aria (vedi foto sotto). Dobbiamo trovare il modo per aggirare le baracche e arrivare dove inizia questa strada.
Alla prossima.