In Italia c'è ancora molto da fare per mettere in pratica parole come intermodalità o sostebilità in ambito trasporti.
E' crescente il numero di pendolari che utilizzano la bici ed il treno quotidianamente ed è ormai condivisa nella società la necessità di favorire pratiche virtuose che hanno effetti benefici sull'ambiente, la mobilità, la salute.
In alcune Regioni trasportare la bici sul treno ha un costo annuo di circa 1.000 €, perché non è ancora possibile usufruire di un abbonamento mensile o annuale.
In Emilia Romagna l'abbonamento annuale a 122 € - nato da un accordo tra FIAB e Trenitalia - è stato di recente annullato.
In Lombardia l'abbonamento c'è e costa 60 €.
La sensazione è che i pendolari siano appesi al sottile filo di accordi stretti a macchia di leopardo a livello locale.
Accordi che possono essere annullati in ogni momento.
La Federazione Europea dei Ciclisti (ECF) ha calcolato che nel periodo 2014-2020 sono disponibili per gli stati circa 6 miliardi di euro per finanziare progetti di ciclabilità. Ad oggi si contano progetti per un ammontare pari a poco più di 2 miliardi, di cui l'Italia detiene solo il 4%, quindi non è una questione di mancanza di fondi (che ci sono e non sono utilizzati oppure vengono richiesti e spesi in altre grandi opere meno sostenibili) ma di mancanza di progetti per utilizzare questi fondi.
Chiediamo a Trenitalia di rendere omogenea a livello nazionale la possibilità di acquistare abbonamenti mensili ed annuali per il trasporto bici
Vi preghiamo di firmare questa petizione, cliccando sul seguente link:
https://www.change.org/p/trenitalia-spa-abbonamento-bici-treno-nazionale?recruiter=10821321&utm_source=share_petition&utm_medium=facebook&utm_campaign=share_facebook_responsive&utm_term=des-lg-no_src-no_msg&utm_content=rp_petition_fb_share_desc%3Acontrol
sabato 10 gennaio 2015
sabato 15 novembre 2014
Il sogno del Tevere ciclabile: 2° sopralluogo
Qui nel dettaglio la parte del tragitto che abbiamo percorso
Qui l'argine del Tevere risultava totalmente ricoperto da vegetazione, quindi l'unica alternativa possibile era quella di passare per i campi appena arati
Sulla sinistra si vede il Monte Cugno, dove sorgeva l'antico insediamento latino di Ficana, abitato fin dal secondo millennio a.c. Noi puntiamo dritti, verso quel caseggiato che si vede in foto, da quel punto parte una strada sterrata tra i campi
Da questa foto, fatta alle nostre spalle, si vede l'argine del Tevere che confluisce sul Monte Cugno
Proviamo a salire sul pendio del Monte Cugno, senza bici
Qui c'è una presenza di sentiero tra la vegetazione
La vista dai pendii del Monte Cugno verso gli edifici dall'altra parte del Tevere
Siamo arrivati dietro al caseggiato da dove inizia la strada sterrata
Ancora la vista sui campi che costeggiano il Tevere dal Monte Cugno
C'è una presenza massiccia di uccelli, riconosciamo alcuni Aironi Cenerini, gazzette e un rapace
Decidiamo di tornare indietro, scendiamo sui campi e arriviamo finalmente al caseggiato
Nella cartina qui sotto, la parte dell'argine e dei pendii del Monte Cugno che non sono attualmente percorribili per la vegetazione è evidenziata dai pallini rossi. In tutto sono circa 500/600 metri e pensiamo che non sia così difficile aprire un varco per transitare comodamente a piedi e in bici
Questo è l'inizio della strada tra il Monte Cugno e i campi coltivati
Uno sguardo dietro al percorso fatto
La strada lascia i pendii del Monte Cugno e taglia centralmente i campi
Poco dopo, troviamo una deviazione: a destra si va verso il Tevere mentre a sinistra verso l'intero (più o meno ci troviamo tra i quartieri di San Francesco e Dragoncello)
Scegliamo di andare verso il corso del Tevere, ma la strada muore tra il Tevere ed i campi coltivati
Torniamo quindi dietro e prendiamo la strada che va verso l'interno
Si va verso un'altra collina
Si inizia a salire
Qui si apre la vista sul Tevere
La strada punta su una via sterrata contornata da pini marittimi
Arriviamo su questa strada e svoltiamo verso il Tevere
Incontriamo alcuni casali agricoli
Entriamo dentro questo piccolo borghetto agricolo in disuso
Puntiamo verso la nostra direzione, ormai siamo all'altezza del quartiere di Dragoncello
Non ci sono segni evidenti di strade sterrate o sentieri e in lontananza, nella direzione dove dovremmo andare ci sono delle baracche e roulotte abitate, con immondizia varia annessa.
Ritorniamo verso il borgo e percorriamo la strada alberata a ritroso verso Dragoncello, sulla sinistra notiamo altri casali agricoli
Alla fine della strada sterrata, prima di arrivare sull'asfalto c'è un cancello chiuso a chiave, ma esiste un passaggio laterale per chi va in bici o a piedi
Qui la traccia GPS del percorso fatto:
http://www.fuggire.it/t/tevere2.zip
Considerazioni finali. Il percorso fatto fino a qui si è rilevato molto interessante dal punto di vista naturalistico, con la presenza di molte specie di uccelli. Anche dal punto di vista paesaggistico ci sono scorci suggestivi.
Dal punto che abbiamo lasciato fino ad arrivare alla strada sterrata a ridosso del Tevere, che dovrebbe essere continua fino ad Ostia Antica c'è circa un km in linea d'aria (vedi foto sotto). Dobbiamo trovare il modo per aggirare le baracche e arrivare dove inizia questa strada.
Alla prossima.
venerdì 14 novembre 2014
Secondo appuntamento con la Critical Mass nel nostro municipio
Critical Mass è un evento internazionale che si tiene in più di 500 città del mondo, avviene ogni ultimo venerdì del mese, quando i ciclisti, spontaneamente, vanno in massa a percorrere le strade delle loro città normalmente occupate dalle automobili. Critical Mass si concentra sul diritto di utilizzare le strade in modo altro che non semplici luoghi dove far circolare ed ammassare le automobili. Punta anche l’attenzione sul deteriorarsi della qualità della vita, a partire dai livelli di inquinamento dell’aria e dell’inquinamento acustico, che i mezzi a motore creano nelle città. Critical Mass avviene in molte città del mondo.
Noi vogliamo che le piste ciclabili iniziate siano finite e che i collegamenti tra i vari quartieri del X municipio siano REALI e SICURI.
Vi aspettiamo numerosi venerdì 5 dicembre alle ore 18,00 presso il Pontile di Ostia.
Visto l'orario, vi ricordiamo di portate con voi i dispositivi luminosi.
Noi vogliamo che le piste ciclabili iniziate siano finite e che i collegamenti tra i vari quartieri del X municipio siano REALI e SICURI.
Vi aspettiamo numerosi venerdì 5 dicembre alle ore 18,00 presso il Pontile di Ostia.
Visto l'orario, vi ricordiamo di portate con voi i dispositivi luminosi.
mercoledì 12 novembre 2014
Il sogno del Tevere ciclabile: 1° sopralluogo
Ci stiamo impegnando in un progetto ambizioso, quello di percorrere gli argini del Tevere in bici da Roma fino al mare. In quasi tutta Europa gli argini dei fiumi sono ciclabili, ma questa cosa sembra impossibile per il nostro fiume, perché?
Il Tevere fa parte integrante del nostro territorio e del nostro municipio, ma è visto come qualcosa che non ci appartiene, non è valorizzato come dovrebbe, sia dal punto di vista storico, che naturalistico e paesaggistico. Le aree che attraversa, dal raccordo anulare al mare, sono zone rurali di grande bellezza che dobbiamo riprenderci, perché appartengono a tutti noi.
Da questo senso di appartenenza a questi luoghi, nasce il progetto, con una prima fase di sopraluoghi per mappare punto punto dove è possibile passare e dove no. Ci saranno numerose uscite sul posto, documentate da foto e tracciati percorsi, dove evidenzieremo le criticità presenti. Aggiorneremo di continuo il blog con questi sopraluoghi e nel frattempo speriamo di suscitare interesse verso la maggior parte di persone. Dopodiché ci attiveremo per capire come intervenire concretamente per risolvere i problemi legati alla discontinuità del percorso.
1° sopralluogo
Siamo partiti per questo primo sopraluogo da Centro Giano, precisamente dall'angolo tra via Ricardi e Via Ostiense. In pratica si percorre senza svoltare, tutta la strada che dalla piccola galleria sulla via Ostiense arriva fino agli argini.
Qui sotto è evidenziata la mappa con il Tevere dal raccordo al mare con il tratto percorso
Il particolare del tratto percorso, circa 2,2 km. I puntini evidenziano le zono dove non è stato possibile passare.
Questo è il punto dell'argine da dove abbiamo iniziato il giro
Inizialmente proviamo a percorrere l'argine verso Roma e non verso il mare. Il sentiero inizialmente è libero...
...dopo solo 150 metri circa, ci dobbiamo fermare: la vegetazione ha ricoperto totalmente il sentiero, impossibile passare
Quindi ripieghiamo verso il mare. Inizialmente il sentiero è ben tenuto e pulito di recente, come si vede nelle foto che seguono
Dopo circa 800 mt di tranquilla pedalata su ottimo fondo, ci troviamo di fronte a questo orribile scempio: lastre di amianto e altri rifiuti sopra l'argine che bloccano il passaggio.
Altri rifiuti lasciati sulla stradina di accesso all'argine all'angolo di Via Ricaldi.
Proseguiamo per il nostro giro verso il mare, ma dopo pochi metri, veniamo avvolti dal canneto
Si intervallano tratti puliti a tratti pieni di rovi e altri arbusti
Dopo circa 3/400 metri è difficoltoso passare
Il Tevere comunque ha il suo fascino
Ancora una piccola finestra sul Tevere, che qui passa molto vicino all'argine...
... uno sguardo verso la campagna interna
dopo un po' desistiamo nel proseguire nella boscaglia e scendiamo tramite questo piccolo sentiero verso i campi coltivati.
Un strada che confina i campi agricoli passa a ridosso degli argini e con questa proseguiamo il nostro viaggio.
Questi luoghi hanno il loro fascino...
...pensare che a poca distanza c'è la trafficata Via del Mare e Via Ostiense
si prosegue sempre paralleli all'argine
campi coltivati
tra pochi metri la strada sterrata piega verso sinistra e Via dei Monti di San Paolo
...mentre a destra un sentiero ci riporta sull'argine
proseguire sull'argine è impossibile, a differenza di prima, qui non c'è traccia di sentiero, forse non c'è mai stato
Scendiamo quindi verso i campi coltivati che lambiscono il fiume...
...ma non c'è traccia di strada o sentiero. Sulla sinistra si può vedere il sole che sta tramontando su Monte Cucco. Si è fatto tardi e non c'è tempo di forzare il passaggio ai margini dei campi coltivati.
Qui la traccia GPS del percorso fatto: http://www.fuggire.it/t/tevere1.zip
Considerazioni finali. Il tragitto, seppur breve è stato molto interessante. In questo breve tratto è presente sempre un sentiero che corre sull'argine. Nei pressi del centro abitato viene pulito di recente, mentre via via che si prosegue, viene inglobato dal canneto e dalla vegetazione. Ripulirlo non dovrebbe essere troppo complicato, ma visto che c'è una bella stradina di campagna che passa parallela, si può anche evitare.
La prossima volta magari sarà interessante 'forzare' il cammino ai margini dei campi coltivati, per proseguire il nostro cammino verso il mare. Infatti vedendo su Google map, abbiamo notato un caseggiato a circa 300 metri da questo punto (proprio sotto il Monte Cucco). Da lì ci dovrebbe essere una piccola stradina sterrata.
Alla prossima
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