Ci stiamo impegnando in un progetto ambizioso, quello di percorrere gli argini del Tevere in bici da Roma fino al mare. In quasi tutta Europa gli argini dei fiumi sono ciclabili, ma questa cosa sembra impossibile per il nostro fiume, perché?
Il Tevere fa parte integrante del nostro territorio e del nostro municipio, ma è visto come qualcosa che non ci appartiene, non è valorizzato come dovrebbe, sia dal punto di vista storico, che naturalistico e paesaggistico. Le aree che attraversa, dal raccordo anulare al mare, sono zone rurali di grande bellezza che dobbiamo riprenderci, perché appartengono a tutti noi.
Da questo senso di appartenenza a questi luoghi, nasce il progetto, con una prima fase di sopraluoghi per mappare punto punto dove è possibile passare e dove no. Ci saranno numerose uscite sul posto, documentate da foto e tracciati percorsi, dove evidenzieremo le criticità presenti. Aggiorneremo di continuo il blog con questi sopraluoghi e nel frattempo speriamo di suscitare interesse verso la maggior parte di persone. Dopodiché ci attiveremo per capire come intervenire concretamente per risolvere i problemi legati alla discontinuità del percorso.
1° sopralluogo
Siamo partiti per questo primo sopraluogo da Centro Giano, precisamente dall'angolo tra via Ricardi e Via Ostiense. In pratica si percorre senza svoltare, tutta la strada che dalla piccola galleria sulla via Ostiense arriva fino agli argini.
Qui sotto è evidenziata la mappa con il Tevere dal raccordo al mare con il tratto percorso
Il particolare del tratto percorso, circa 2,2 km. I puntini evidenziano le zono dove non è stato possibile passare.
Questo è il punto dell'argine da dove abbiamo iniziato il giro
Inizialmente proviamo a percorrere l'argine verso Roma e non verso il mare. Il sentiero inizialmente è libero...
...dopo solo 150 metri circa, ci dobbiamo fermare: la vegetazione ha ricoperto totalmente il sentiero, impossibile passare
Quindi ripieghiamo verso il mare. Inizialmente il sentiero è ben tenuto e pulito di recente, come si vede nelle foto che seguono
Dopo circa 800 mt di tranquilla pedalata su ottimo fondo, ci troviamo di fronte a questo orribile scempio: lastre di amianto e altri rifiuti sopra l'argine che bloccano il passaggio.
Altri rifiuti lasciati sulla stradina di accesso all'argine all'angolo di Via Ricaldi.
Proseguiamo per il nostro giro verso il mare, ma dopo pochi metri, veniamo avvolti dal canneto
Si intervallano tratti puliti a tratti pieni di rovi e altri arbusti
Dopo circa 3/400 metri è difficoltoso passare
Il Tevere comunque ha il suo fascino
Ancora una piccola finestra sul Tevere, che qui passa molto vicino all'argine...
... uno sguardo verso la campagna interna
dopo un po' desistiamo nel proseguire nella boscaglia e scendiamo tramite questo piccolo sentiero verso i campi coltivati.
Un strada che confina i campi agricoli passa a ridosso degli argini e con questa proseguiamo il nostro viaggio.
Questi luoghi hanno il loro fascino...
...pensare che a poca distanza c'è la trafficata Via del Mare e Via Ostiense
si prosegue sempre paralleli all'argine
campi coltivati
tra pochi metri la strada sterrata piega verso sinistra e Via dei Monti di San Paolo
...mentre a destra un sentiero ci riporta sull'argine
proseguire sull'argine è impossibile, a differenza di prima, qui non c'è traccia di sentiero, forse non c'è mai stato
Scendiamo quindi verso i campi coltivati che lambiscono il fiume...
...ma non c'è traccia di strada o sentiero. Sulla sinistra si può vedere il sole che sta tramontando su Monte Cucco. Si è fatto tardi e non c'è tempo di forzare il passaggio ai margini dei campi coltivati.
Qui la traccia GPS del percorso fatto: http://www.fuggire.it/t/tevere1.zip
Considerazioni finali. Il tragitto, seppur breve è stato molto interessante. In questo breve tratto è presente sempre un sentiero che corre sull'argine. Nei pressi del centro abitato viene pulito di recente, mentre via via che si prosegue, viene inglobato dal canneto e dalla vegetazione. Ripulirlo non dovrebbe essere troppo complicato, ma visto che c'è una bella stradina di campagna che passa parallela, si può anche evitare.
La prossima volta magari sarà interessante 'forzare' il cammino ai margini dei campi coltivati, per proseguire il nostro cammino verso il mare. Infatti vedendo su Google map, abbiamo notato un caseggiato a circa 300 metri da questo punto (proprio sotto il Monte Cucco). Da lì ci dovrebbe essere una piccola stradina sterrata.
Alla prossima

























































